Negli ultimi decenni sono stati compiuti notevoli progressi nel trattamento dei tumori, grazie per esempio a nuovi farmaci chemioterapici, terapie target (che usano i cosiddetti “farmaci intelligenti”) e immunoterapia. Tuttavia molti tumori umani sono ancora poco guaribili in un’alta percentuale di pazienti e sono necessari nuovi trattamenti per aumentare l’efficacia delle terapie disponibili. Tra i trattamenti antitumorali sperimentali che stanno emergendo ci sono specifici approcci nutrizionali, altamente promettenti, che colpiscono il tumore privandolo dei metaboliti, tra zuccheri e amminoacidi, essenziali per sostenere la sua crescita e la sua resistenza alle terapie farmacologiche.

Studi condotti nei laboratori di tutto il mondo hanno evidenziato che dei cicli di restrizione calorica severa, consistenti nella riduzione di nutrienti, in particolare di carboidrati e proteine, rendono le cellule tumorali particolarmente sensibili a farmaci chemioterapici, terapie target e immunoterapia. Alla luce di questi dati, abbiamo condotto uno studio per valutare gli effetti clinici e biologici di una forma specifica di restrizione calorica, nota come dieta mima-digiuno (Dmd), che è stata effettuata per cinque giorni consecutivi, e ripetuta ogni 3-4 settimane, in 101 pazienti affetti da diversi tipi di tumore e trattati con terapie antitumorali convenzionali. Lo studio ha dimostrato che la Dmd, effettuata sotto stretta sorveglianza medica, è sicura, fattibile, e associata a cambiamenti metabolici e immunologici fortemente desiderabili. Tra gli effetti metabolici riscontrati, si segnala una significativa riduzione dei livelli ematici di glucosio e dei fattori che sostengono la crescita dei tumori, tra cui l’insulina e il fattore di crescita insulino-simile. Gli effetti della Dmd sul sistema immunitario sono quelli scientificamente e clinicamente più rilevanti. Infatti, il nostro sistema immunitario è in grado di riconoscere le cellule tumorali che possono svilupparsi nell’organismo, come se si trattasse di un virus o di un batterio. Questo meccanismo di protezione può essere però vanificato dalle reazioni infiammatorie e immunosoppressive indotte dal tumore stesso.

La Dmd è in grado di contrastare questo processo di immunosoppressione, abbassando i livelli dei fattori infiammatori indotti dal tumore e contribuendo al ripristino dei meccanismi di immunosorveglianza. Studiando le cellule immunitarie presenti nel sangue dei pazienti, abbiamo verificato che un solo ciclo di Dmd determina un’importante riduzione degli elementi infiammatori, a cui si associa un rapido aumento delle cellule immunitarie antitumorali, come per esempio i linfociti attivati. Questo effetto perdura per almeno un mese, il che suggerisce che la Dmd possa indurre un reset della risposta immunitaria, contrastando l’effetto negativo causato dal tumore. In un sottogruppo di 22 pazienti abbiamo poi condotto un’approfondita analisi a livello del tumore rimosso con la chirurgia dopo un solo ciclo di Dmd. Quest’analisi ha mostrato come gli effetti immunologici osservati nel sangue periferico si riflettano a livello del tumore, dove la Dmd riduce la presenza di cellule immunosoppressorie nella lesione tumorale, promuovendo invece l’ingresso di cellule immunitarie protettive potenzialmente in grado di distruggere le cellule tumorali.