“Ciao, è la redazione dell’Essenziale?”
“Sì, buongiorno”
“Salve, sono L’imprenditore che non trova personale per la stagione estiva”
“Non ho capito il nome, mi scusi”
“No, senza nome, sono un personaggio di fantasia, è una maschera”
“Mi scusi, continuo a non capire”
“Le dicevo, sono L’imprenditore che non trova personale per la stagione estiva. Avrete letto probabilmente delle interviste che mi hanno fatto in queste ultime settimane, tra poco uscirà un libro. Si parla molto di me”
“Ma non ha un nome?”
“Sì, ma non è importante”
“In che senso, mi scusi?”
“Mi chiamo Aurelio Camillini. Nella vita ho fatto il tecnico di laboratorio al Cnr, ma due anni fa con la crisi non hanno rinnovato i contratti, tra cui il mio, e allora mi sono inventato questo personaggio di fantasia, L’imprenditore che non trova personale per la stagione estiva. Le piace?”
“Il suo personaggio?”
“Piace a molti. È un’idea tipo Platinette o Drusilla Foer, o se mi permette, ovviamente, Charlot o Monsieur Hulot. Gli ho inventato un passato. La nascita in provincia, il padre che mi ha abbandonato, lo scientifico mollato per fare l’agrario, mia madre in un rapporto tossico, io che vado a raccogliere mele in Austria l’estate dei diciott’anni, scopro la gentilezza e il senso del lavoro dei popoli mitteleuropei, e con i soldi risparmiati apro un piccolo ostello di due stanze. Da lì poi, piano piano, una catena di alberghi e dimore di accoglienza per tutte le fasce di età. Parlo bene inglese, l’ho imparato sulle navi. Ma sa qual è il mio problema?”
“No…”
“Non trovo personale. Nessuno vuole lavorare. Hanno il reddito di cittadinanza, la paghetta dei genitori, la casa di proprietà, la 104, il sussidio del covid, la pensione della nonna, i risparmi della guerra… Non vogliono lavorare. Sono convincente, no? Potete farmi un’intervista?”
“Ma perché fa questa parte?”
“È l’unico impiego che ho trovato. Quando ho perso il lavoro ho scritto a Confindustria e c’era questa posizione aperta. Gli serviva uno che facesse la parte dell’imprenditore che non trova personale per la stagione estiva. Mi sono studiato un po’ di diritto amministrativo, mi sono letto un po’ di giornali sulle mode al mare, e ho applicato. Mi hanno preso. Mi pagano decentemente, un contratto stagionale ovviamente. Quattro mesi, poi dovrebbero prendere un altro”
“Un altro personaggio?”
“Penso di sì. L’imprenditore che non trova abbastanza ragazzi per gli stage dall’alternanza scuola-lavoro. Mi proporrò anche per quello”
“Mi dispiace non poterla aiutare”
“È stato comunque gentile. Se la licenziano, mi faccia sapere”.